Noi ci dissociamo: "Certo che Ibra è una leggenda: ha inventato un campionato"

13.05.2016 17:44 di Il senso del gol Twitter: @ilsensodelgol  articolo letto 2245 volte
Noi ci dissociamo: "Certo che Ibra è una leggenda: ha inventato un campionato"

 

di Giuseppe Ungolo

 

My last game tomorrow at Parc des Princes. I came like a king, left like a legend.

L’ultima frase di Zlatan Ibrahimovic.

Forse nemmeno la più irriverente della carriera.

Severo ma giusto, come e più di altre volte.

In fondo è vero, provate a dire il contrario. Nel 2012 Ibra fu accolto da Re è a Pàris, osannato da popolo d’Oltralpe, strappato al Diavolo rossonero a suon di dobloni (petroldollari). Ha portato in dote con sè il suo bagaglio personale di street soccer credibility, una serie infinita di scudetti, coppe e supercoppe nazionali, sempre vinte da protagonista.

E apparso, come un Re, davanti agli occhi del popolo francese, fin lì condannato a un calcio ingrigito e ben poco appetibile nel resto del mondo calcistico.

Il maggior merito di Zlatan (e ovviamente anche dello sceicco Nasser Al-Khelaifi proprietario del Psg) è quello di aver al Saint Germain, nonché alla Ligue1, appeal e fama planetari, che prima obiettivamente non avevano. Ha rilanciato il prodotto, a livelli mai visti prima Oltralpe.

Ha abbattuto tutti i record a livello personale, come è solito fare: 152 goal in 178 match lo rendono il bomber più prolifico di sempre nella storia parigina. Una leggenda del resto, mica dettagli.

Ora, esattamente 4 anni dopo, Ibra se ne va. Saluta il popolo francese (mai da lui amato fino in fondo), Parigi e la Torre Eiffel (no, non è stata sostituita dalla sua statua) con un lascito di 4 scudetti, 3 supercoppe, 3 coppe di lega e una coppa di Francia, che vanno ad arricchire la bacheca del Psg.

Poco? Non penso.

Ok, lo so. So quello che state pensando:

Sì ma la Champions non l’ha vinta nemmeno stavolta la Leggenda, eh?

Vero, verissimo, anche quest’anno il Paris non ha vinto la coppa dalle grandi orecchie.

Ibra ha le sue colpe, come il resto del team.

Rimarrà questa macchia nella carriera dello svedese, ma penso che come per altri fuoriclasse che non l’hanno vinta (Ronaldo e Buffon ad esempio), questo non intaccherà l’immagine del campione che è Zlatan.

Ora attendiamo il prossimo trasferimento, la prossima frase cult, il prossimo contratto da Paperone orchestrato dal fidato compare, ex pizzaiolo, ora anche lui Re (dei procuratori), Mino Raiola.

Perché in fondo si può amare o si può odiare ma, come lui stesso con quel fare spavaldo disse anni fa al primo ingresso nello spogliatoio dell’Ajax:

Io sono Zlatan Ibrahimovic e voi chi cazzo siete?

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