Noi ci dissociamo: "Anche Allegri c'ha i suoi problemi"

28.07.2016 16:59 di Il senso del gol Twitter: @ilsensodelgol  articolo letto 1276 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Noi ci dissociamo: "Anche Allegri c'ha i suoi problemi"

 

di ALESSANDRO BATTAGLIA

Al di là degli aspetti etici del trasferimento del decennio, in un'estate che crea un clamoroso caso "LeBron James" tutto italiano e ad uso e consumo di giornali e discorsi da ombrellone, l'arrivo di Higuain a Vinovo crea non pochi grattacapi proprio a chi dovrebbe invece essere il più contento dell'arrivo del signor "36 gol a stagione". Contrariamente a quanto tutti pensano e sostengono sull'onda della noia estiva,  non è detto che l'arrivo di Higuain e Pjanic significhi automaticamente 35° scudetto per la Juve. Anzi, il primo a rammaricarsi del suo arrivo potrebbe essere proprio Allegri, che già in questi giorni di interviste australiane si è dimostrato relativamente freddo a riguardo, e a cui si prospettano problemi tattici non di poco conto.

Innanzitutto è ormai a tutti chiaro che il costo economico del duo Higuain-Pjanic verrà nettamente finanziato dalla cessione di Pogba, il che significa anche per i bianconeri perdere una pedina importante (non a caso gli fu dato il glorioso numero 10) in un centrocampo già minato dagli infortuni di Khedira (non si sa fino a quanto si possa contare su un giocatore cosi di cristallo) e di Marchisio (torna a novembre, ma il "come" torni, cioè a che livelli, è come sempre in casi di rottura di crociato, un'incognita) e da comprimari che come titolari sono ancora tutti da valutare (Hernanes, Lemina, Asamoah, Sturaro, Pereyra), più un Pjanic che come costruttore di gioco e regista è il degno erede di Pirlo ma non incline a fare lavoro da mediano rubapalloni (e tutti sanno che è il suo limite maggiore, vedasi la difesa della Roma spesso sconquassata). Pjaca, acquisto finanziato dalle partenze di Morata e Cuadrado, viene invece proprio per sostituire il colombiano in fascia e a fare il quinto attaccante, un pò "alla bisogna", quarto qualora parta Zaza (abbastanza probabile), quindi il croato non può essere considerato come pedina lì al centro del campo.

Se Pogba non dovesse partire (non è detto che il Man Utd, seppur in questi anni incline a buttar via soldi, accetti di "regalare" quasi 30 milioni di euro di commissione a Raiola, oltre ai 100 da pagare alla Juve per il cartellino), per la Juve si creerebbe una pericolosa voragine economica da coprire necessariamente con ulteriori cessioni (sicuramente non Bonucci, ma a questo punto come unica pedina di "grande" valore sacrificabile diventerebbe clamorosamente in pericolo proprio Dybala, su cui varie big potrebbe fiondarsi).

Tornando a Higuain e al suo ruolo, è praticamente certo - per costo e appeal - che l'argentino sarà un titolare fisso lì in attacco. E qui nascono i problemi, visto che Allegri ha sempre preferito Mandzukic proprio per il suo ruolo di torre all'antica. Sarebbe il croato quindi a restare fuori, diventando di fatto "il nuovo Zaza", subentrante al bisogno. Pensare a una coppia Higuain-Mandzukic è escluso, data l'attitudine dell'argentino a impadronirsi dell'area e a rientrare poco. Pensare a una triade lì davanti, con Mandzukic al centro e Higuain-Dybala ai lati, è altrettanto da escludere, Gonzalo non accetterebbe mai di fare la fine di un Callejon qualunque. Infine, il crearsi di un sistema 4-3-2-1 con Higuain davanti e Ddybala-Pjaca dietro (lo schema che Allegri vorrebbe finalmente imporre per poter competere in Europa) e Pjanic in mezzo a dettare i tempi, richiederebbe almeno due mediani di sacrificio e quantità lì in mezzo, almeno fino a dicembre.

Oltretutto questo sistema "a quattro dietro" potrebbe mettere di nuovo a rischio le certezze di una difesa BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) che sul gioco "a tre" ha fatto le proprie fortune. Quando lo scorso anno fu fatto l'esperimento, vi fu la famosa falsa partenza, e il ritorno alla difesa a tre diede poi luogo alla remuntada scudetto. Chissà se quest'anno con nuove pedine e nuove esigenze, Allegri potrà riproporre quel sistema di gioco.

Infine, una piccola nota per il portiere: Buffon è la solita certezza, ma dietro la conferma di Neto non entusiasma, visto le incertezze che il brasiliano ha espresso più volte nella stagione appena trascorsa, una squadra che punta al triplete dovrebbe valutare anche questo aspetto.

Insomma, una situazione tattica non facile, con un mercato ancora aperto e con ancora un paio di pedine da sistemare, e un sistema di gioco che potrebbe mettere in crisi la Signora almeno per i primi due-tre mesi. Mentre a Roma e Napoli la partenza di due "primedonne" potrebbe anche non essere cosi deleteria, creando maggiore compattezza e voglia di riscatto a chi invece è rimasto, mantenendo la propria impostazione di gioco.

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