La mano santa

Non è quella con cui Reina ha tenuto in piedi il Napoli a Bologna, ma quella con cui tiene assieme lo spogliatoio
 di Carlo Tarallo Twitter: @TaralloCarlo  articolo letto 871 volte
La mano santa

Ci siamo anche noi, in cima, a 9 punti. Noi, quelli belli, quelli spumeggianti, quelli che hanno iniziato questo girone d’andata come hanno finito quello di ritorno dello scorso anno: vincendo. Ci siamo, però, perché non ieri non abbiamo preso gol, e la novità è questa. Non abbiamo preso gol, mentre a Bologna eravamo sullo zero a zero giocando maluccio, perché il signor Pepe Reina ha fatto due interventi miracolosi. Il primo all’11’ del primo tempo: volo spettacolare a togliere dall’incrocio dei pali la punizione di Verdi; il secondo, al 59’, quando Pepe esce benissimo (esce, avete letto bene) incontro a Destro lanciato a rete e salva la porta. Passeranno sette minuti sette e il Napoli la sbloccherà, acciuffando Juventus e Inter a 9 punti.

 


Pepe Reina, dunque: l’hombre vertical, il “capitano di fatto”. Il presidente De Laurentiis, lo scorso maggio, nel corso della cena di fine campionato con tutta la squadra, davanti alla moglie, Yolanda Ruiz, si lasciò andare a una battutaccia sulle cause dello scarso rendimento di Reina, ipotizzando distrazioni. Pepe e Yolanda se ne andarono furiosi, la Ruiz sui social scrisse una frase dello scrittore tedesco Georg Christoph Lichtenberg: “Quando chi comanda perde la vergogna, chi obbedisce perde il rispetto”. La signora Callejon, Marta Ponsati, commentò: “Così lo hai inchiodato” e la Ruiz rispose scherzosamente («Dopo la seconda bottiglia di vino mi sono liberata»). Lo stesso Pepe non fu tenero: “La vera eleganza”, esternò su twitter, “è restare indifferenti di fronte a gente che vale poco (cit.)”.
Da quel giorno i rapporti sono stati tesi, tesissimi, il rinnovo non è arrivato (Reina è in scadenza giugno 2018), e il Psg ha provato pure a prenderlo, il portiere amato da Sarri perché capace di far ripartire il gioco con i suoi lanci millimetrici. C’è stato il quasi addio, poi la decisione di restare, e ieri i primi tre punti messi in cassaforte grazie alle sue parate. Pepe, capitano di fatto, ha tenuto il Napoli a galla e la schiena dritta davanti a De Laurentiis, che tra qualche mese dovrà decidere se rinnovargli o meno il benedetto contratto; tra il suo intervento su Destro e il gol di Callejon c’è stata la sostituzione, l’ennesima, del capitano ufficiale, Marekiaro Hamsik, che non è ancora entrato in forma (motivo in più per crederci, quest’anno: quando entrerà in forma…). 


Infine, un inciso: Dries Mertens al gol del 2-0 non ha esultato e ha lanciato un’occhiataccia alla telecamera. Con chi ce l’aveva? I giornalisti sportivi napoletani oggi, anche a causa del silenzio stampa che incredibilmente prosegue, si lanciano in ipotesi varie e avariate: “Era nervoso con Sarri, perché aveva visto scaldarsi Milik”; “ERA UNO SGUARDO VERSO LA VAR PERCHE’ NON L’AVEVANO USATA IN OCCASIONE DEL CONTATTO SOSPETTO IN AREA” (letta davvero, giuro).
No: Dries probabilmente si rivolgeva alla moglie, Kat Kerkhofs, con la quale i rapporti non sono esattamente idilliaci. Dries e Kat comunicano (anche) così: dopo i gol lui si rivolge a lei fissando la telecamera. Ricordate i cuoricini disegnati sull’obiettivo? Dai, Kat: facci un grande favore, fai stare tranquillo Dries. Ti ama!

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