Inter, non si salva nessuno

Né Pioli, che gestisce male il Crotone; né i giocatori, che non sanno sostenere una causa. Resta solo una chance: Suning.
 di Claudio Savelli Twitter: @pensavopiovesse  articolo letto 1730 volte
Inter, non si salva nessuno

C'è modo e modo di procedere verso la fine del campionato. Ecco, questo è il peggiore. Perché così arrivano i dubbi: come faccio a essere una grande squadra se non vinco con il Crotone? Dov’è l’errore? Qual è la verità?

Quanto vale questa Inter, quanto valgono i suoi giocatori e il suo allenatore?

I GIOCATORI

Perdere in questo modo toglie competitività nel presente e nel futuro, azzera di colpo le speranze costruite negli ultimi 5 mesi. Ora l'Inter dovrebbe interrogarsi sulle qualità morali dei suoi giocatori. Non sembra esserci molto sotto la superficie di questi uomini. C'è tanta buccia e poca polpa. Chi decide che squadra sarà la prossima Inter deve ripartire da qui, servono grandi personalità in campo, ancor prima che grandi doti tecniche. La personalità non è una qualità banale nel calcio, le squadre che vincono sono quelle che ne contano tante (la Juventus, ad esempio), la classe basta per vincere qualche partita, ma non è sufficiente sul lungo periodo. All'Inter manca l'anima perché i suoi uomini non solo non ne possiedono in abbondanza, ma nemmeno trovano modo di sommare quelle che ci sono. A Crotone si è rivisto il problema di 5 mesi fa, con de Boer, ognuno in campo per la sua personale partita, nessuno che si interessa del destino comune della squadra.

Il menefreghismo diffuso ha reso l'Inter una nullità, a dimostrazione del fatto che la grandezza di questi giocatori, finora, sia una pretesa e non un fatto. Il problema potrebbe essere proprio questo: questi calciatori sono sopravvalutati per le loro qualità morali. Gli indizi diventano prove: ogni volta che la classifica devia verso l'anonimato, scendono in campo in punta di piedi, si auto-esonerano dal dovere di competere per la sola partita, giocano come se avessero un credito da spendere, sembrano recriminare una loro superiorità rispetto a questa dimensione mediocre dell'Inter, ma è solo un modo meschino di proteggersi, perché se l'Inter è incompiuta sono loro i primi responsabili.

L'ALLENATORE

È evidente che la sconfitta di Crotone sia una conseguenza di quella casalinga con la Samp. L'una ha annullato le speranze per il 3° posto, l'altra ha azzerato l'Inter di questi ultimi mesi, e con lei anche il lavoro del suo creatore: Pioli. Il quale, dopo aver abilmente tracciato la via, si è smarrito in alcuni abortini di formazione, qua e là, come il modulo insensato visto con Roma e Juventus, come pure l'avanzamento di Medel a centrocampo a Crotone (squalificato Gagliardini, ma Joao Mario siede in panchina da 5 partite, un sacrilegio) - a Crotone (!), come regalare un uomo nel punto chiave - durato giusto quella ventina di minuti utili a confermare l'infelicità della scelta. Fare poi appello a Palacio sottolinea l'incapacità di andare oltre la banalità dei cambi. A volte le partite si ribaltano con l'incoscienza: ad esempio, in situazioni come questa, Gabigol non può essere considerato totalmente inutile, almeno conserva un entusiasmo primordiale che gli altri non dimostrano.

LA SPERANZA SUNING

Nell'Inter finora si è andati avanti a tentativi con gli allenatori pensando che essi possano gestire una mediocrità di fondo fino a ribaltarla. Ogni tecnico nerazzurro è obbligato a fare la differenza, ma gli allenatori in grado di farla sono tre o quattro - Conte e Simeone appartengono a questa dimensione superiore - il resto è un insieme di eccellenti professionisti che hanno bisogno della disponibilità umile dei giocatori, senza questa condizione sono proprio i tecnici i primi a cadere. Serve un progetto di grandezza da parte di Suning, che parta dal basso, dai giocatori, e arrivi all'alto, all'allenatore, perché altrimenti sarà di nuovo una roulette, un gioco d'azzardo che può andare bene una stagione ma la maggior parte delle volte la scommessa è perdente e ci si ritrova in primavera a dover ricominciare tutto da capo. Di nuovo.  

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