Il campionario

Lettera all'uomo che continua a non convocare Icardi
 di Claudio Savelli Twitter: @pensavopiovesse  articolo letto 2209 volte
Il campionario

Caro Bauza, caro mister,

Ti racconto brevemente quello che so fare. Vorrei convincerti a convocarmi in Nazionale. Tu non mi vuoi e io ci sto male, faccio il massimo, ma non basta.

Dici che Pratto è meglio di me, ma Pratto sa fare quello che faccio io?

Mi spiego, ti spiego.

 

In 26 minuti, contro l'Atalanta, ho scritto l'antologia dell'attaccante.

 

Minuto 16'. Arriva un pallone in profondità, mi ci sono fiondato ed ero lanciato a rete, mi hanno dovuto atterrare per fermarmi. Punizione sacrosanta, Banega la cicca ma il pallone rimane lì, senza padroni: intuisco, lo addomestico e in un fazzoletto  giro in rete. Uno a zero, alla Pippo Inzaghi, di rapina: so segnare anche così.

Minuto 23'.  Perisic me la serve al centro. Un pallone impreciso ma io lo bramo, lo esigo. Lotto, faccio a spallate, il difensore mi fa sbandare ma rimango in piedi, le gambe son forti, passo davanti e tocco il pallone. Vedo una figura arancione che si lancia verso di me, mi travolge e cado. È rigore. Lo batto io, e ci mancherebbe, ma oggi sono in vena e non lo tirerò come al solito, voglio stupire: ci faccio il cucchiaietto. So segnare anche così, di fino e freddezza, ricamando senza eccessi.

Minuto 26'. Il folletto Banega (lui sì che lo convochi eh, eppure se vedi le sue partita dovresti vedere, a rigor di logica, anche le mie...) prepara un cross liftato, leggo l'intenzione prima di tutti, anticipo il movimento e Caldara, uno tosto, rimane sul posto. Gli passo davanti con passo felpato e sono già di slancio per saltare e colpir di testa. Mantengo la percezione della porta, so dov'è e come colpire. Ruoto la testa all'impatto con il pallone, quanto basta per infilarlo là dove Berisha non la può raggiungere. Da rapace d'area, di testa, con un movimento in levare che toglie il tempo, come se ci fosse una musica in campo che posso sentir solo io. So segnare anche così, sono un attaccante completo.

 

Di più: ho 23 anni e sono capitano dell'Inter, devo meritarmi la fascia di capitano e dare l'esempio ai compagni più anziani di me, quindi corro, rincorro, presso tutto e tutti, sono un cazzo di esempio.

Per dire, a tripletta appena fatta, sono andato in fascia a randellare il mansueto terzino avversario, che non stava facendo male a nessuno. Ho preso il giallo, però ho chiarito che la mia fame non si spegne mai.

 

Oggi porto a casa il pallone e la consapevolezza d'essere il futuro attaccante dei nerazzurri e sai cosa? Anche della nazionale argentina, eccheccazzo. Perché sappi, caro Bauza, che mentre io sarò ancora qui a scrivere pagine e pagine, capitoli di antologia dell'attaccante, tu sarai in qualche losco bar a rimuginare sulle mie mancate convocazioni. 

 

Ah, per la cronaca. Ho messo lo zampino in 28 marcature in campionato. La serie A eh, non quello argentino, dove raccattano le patate. Per essere precisi, ho siglato 20 gol e 8 assist: un record in questa competizione.

 

Forse ho capito, Pratto è un raccomandato. 

 

In fede,

Mauro Icardi

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