#Emerytostronzo

Il mio allenatore di terza categoria sarebbe passato ai quarti
 di Fabrizio Biasin Twitter: @FBiasin  articolo letto 47596 volte
#Emerytostronzo

 

 

 

Ciao.

C'è stata la rimontona.

Questo lo sapete già. 

Qui non stiamo a celebrare nessuno, anzi. 

Qui, signori, si massacra un uomo.

Senza pietà.

 

Signori, non potremo mai assolvere Unay Emery, tecnico professionista del Paris Saint Germain.

 

Se sei un tecnico professionista significa che prima sei stato un tecnico dilettante. Succede quasi a tutti, tranne a Mancini che è nato con la sciarpetta.

 

Se sei stato un tecnico dilettante tipo Ciccio Graziani al Cervia, ma anche don Orione con la squadra della parrocchia, ci sono tre o quattro cose che non puoi non sapere e che definiremo "tecniche per portarla a casa quando si mette male" (sottinteso, "la partita").

Il match del Camp Nou (al minuto 88 devono farti tre gol o sono cazzi loro) è un ottimo esempio.

 

1) Tecnica della rimessa laterale "accazzo"

 

Questa tecnica viene insegnata dalla notte dei tempi nelle scuole calcio che costano poco e che accolgono tutti (“mister, c’è il figlio di Ghinazzi che vuole giocare”. “Ma ha i piedi piatti e lo scorbuto”. “Ma Ghinazzi ha già pagato la quota”. “Sui piedi piatti possiamo lavorare e comunque chi sono io per impedire al Ghinazzi di giuocare al pallone?”).

La tecnica della rimessa laterale “accazzo” trova la sua massima espressione nei campi di periferia, questo non significa che non possa essere utilizzata anche al Camp Nou.

Mister della scuola calcio che costa poco: "Allora bambini. Quando c'è una rimessa laterale dubbia, voi prendete la palla e battete, anche se non è vostra. Alla peggio vi diranno "cazzo fai?" e voi direte "oh, pensavo fosse mia, hai problemi?". L'arbitro lascerà fare e guadagnerete 30 secondi buoni. Se invece la battono gli altri mi incazzo".

Bambino di buona famiglia: "Ma è scorretto, mister".

Mister del settore giovanile: "Come ti chiami tu?"

Bambino di buona famiglia: "Petrini".

Mister: "Petrini, tu non giochi". E poi, rivolto al dirigente accompagnatore: "Restituiamo la quota al Petrini, non è adatto".

Si chiama “selezione naturale” o “flusso di coscienza del mister di scuola calcio”. 

 

Ebbene, sapete quante rimesse hanno rubato i giocatori del Psg sul 3-1 all'88°? Zero.

Tutto ciò, semplicemente, è inqualificabile.

 

2) Tecnica della puntata ritardata

 

Ogni portiere normodotato sa che all'88° ogni rimessa dal fondo deve durare come una puntata de Il Segreto e quantomeno deve essere preceduta da un teatrino devastante: recupero palla, sputo sul guanto, rincorsa interrotta, altro sputo, strappo dell’erba attorno al pallone, sputo. Solo a quel punto, forse, calcio della puntata lontanissimo.

Obiezione del precisino: "Eh ma perché sputi sul guanto? Non serve. E poi così rischi l'ammonizione".

Risposta del tecnico saggio: "Senti, coglione... E 'sti grandissimi cazzi?".

 

Signori, io ve lo dico, il portiere Trapp non è riuscito a farsi ammonire per perdita di tempo, il che non è grave, è imperdonabile.

 

3) Tecnica del crampo assassino

 

I giocatori di calcio all'88° e con tre gol di vantaggio, da che mondo è mondo hanno i cazzo di crampi. Non esiste che non li abbiano! Devono andare giù come fusi, devono contorcersi dal dolore e dire “ho il crampo, fa malissimo!”, possibilmente devono improvvisare uno svenimento come se avessero appena terminato un ragionamento sui bosoni con Bettarini.

Il crampo, signori, non è provabile, l’avversario ti dice “non c’hai un cazzo, alzati!” e tu ti rivolgi all’arbitro: “Ha sentito arbitro? Dice che non ho un cazzo! Ma io ho il crampo!”. E quello non può che abbozzare.

In quei casi, tra l’altro, è consigliatissimo l’ingresso del massaggiatore con almeno due bombolette di ghiaccio spray da scaricarti addosso tipo mini reattori della Nasa. Le bombolette spray notoriamente non servono a una sega ma ti fanno guadagnare almeno 20 secondi.

 

Ebbene, sapete quanti giocatori del Psg hanno avuto i crampi? Un cazzo di nessuno! Sapete quante bombolette spray sono state consumate negli ultimi 5 minuti della partita? Neanche mezza. Questa cosa, signori, è da ufficio inchieste al contrario! 

 

4) Tecnica del doppio pallone

 

Se vedi che i tuoi avversari tentano il forcing e sei in difficoltà, non c'è nulla di più normale che buttare in campo un secondo pallone "per sbaglio". In Terza Categoria è la cosa che ti insegnano prima ancora della celebre “Tecnica Baresi” (“alza il braccio se pensi che sia fuorigioco, ma anche e soprattutto se non lo è”). Perdonatemi: ma se funziona in Terza Categoria, per quale legge divina non deve funzionare anche al Camp Nou? Emery dove è cresciuto, nella Coverciano di Plutone?

Obiezione del precisino: "Eh ma se butti in campo il pallone l'arbitro di solito indica l'orologio e dice "recupero tutto il tempo!", quindi non ne vale la pena". A questi ingenui – tutti figli del Petrini – ricordiamo che gli arbitri dicono SEMPRE “recupero tutto” ma poi non lo fanno mai. Secondo voi il fischietto tedesco Aytekin è diverso da Timozzi che ha diretto Paestum-Voltri negli amatori? Ma per piacere.

 

Ebbene, sapete quanti doppi palloni sono comparsi sul prato nel Camp Nou dopo il minuto 88’ e cioè nel momento di massima difficoltà dei francesi? Neanche uno. E questo, converrete, è il peccato più grave.

 

5) La rissa “come se ti avessero insultato gli affetti più cari”

 

Questo genere di tecnica trova la massima espressione nel caso “Materazzi-Zidane” del 2006 e non ha bisogno di essere spiegato. Sei in difficoltà? Non riesci a uscire dalla tua area? Devi solo far passare il tempo? Allora, porca la miseria, PROVOCA UNA CAZZO DI FUTILE RISSA! Inventa, drammatizza, urla “Busquets guai a te se nomini ancora mia madre!”. E Busquets: “Ma io non ho nominato tua madre…”. E tu: “Ancora la nomini? Eh? Ancora??? Allora te le cerchi!”. E a quel punto dai di matto tipo Er Mutanda contro Pappalardo o, ancor meglio, cadi mentre urli e dici “ho un cazzo di  crampo, ma devo resistere in onore di mia madre che tu hai nominato invano”. Questa tecnica ti può far perdere – udite udite – fino a tre minuti di tempo che l’arbitro non recupererà MAI interamente.

 

Signori – e qui chiudo – DAL MINUTO 88° IN AVANTI NON C’E’ STATA NEPPURE UNA PARVENZA DI RISSA, una scaramuccia, niente di niente.

 

Emery è rimasto lì, in silenzio, come se non avesse mai visto una puntata di Campioni–Il Sogno. E se non hai visto una puntata di Campioni–Il Sogno allora ti meriti di uscire dalla Champions.

 

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