Crociata d'Estonia

Otto cose da fare a Tallinn che non avrebbero frantumato il ginocchio a Pjaca
 di Fabrizio Biasin Twitter: @FBiasin  articolo letto 4911 volte
Crociata d'Estonia

Questo è un pezzo grondante indignazione.

Il medico sociale della Croazia, intesa come Nazionale di pallone, dice: “Da infortuni come quello occorso a Pjaca nel 45% dei casi non si recupera”.

“Una sfortuna bestiale”, direte voi. Ed è così. Ma è anche vero che bisogna proprio essere stronzi per decidere di giocare Estonia-Croazia, un’inutile amichevole di pallone, su un campo coltivato a tuberi.

Lo ha detto Perisic (“Il campo su cui abbiamo giocato non era assolutamente adatto a calciatori professionisti. Che senso ha giocare qui? Il signor Suker deve scegliere meglio gli avversari e le condizioni migliori per una partita come questa perché possiamo solo perdere qualcuno. Sappiamo tutti perché: il terreno era orribile, criminale”), lo ha ribadito Mourinho (“I test delle nazionali a metà stagione non hanno senso”), lo confermiamo noi che a Tallinn ci siamo stati nell’anno 2011.

Cose che si possono fare a Tallinn più intelligenti che giocare a calcio su un campo minato:

1) A Tallinn c’è molta fila. Nel senso che c’è sempre un sacco di gente. Questo significa che i locali sono molto belli. E infatti invece di giocare a calcio puoi andare al Vabank o all’Hollywood, che sono due posti dove c’è buona musica e tanta tanta tanta fila, ma alla fine entri lo stesso.

2) A Tallinn si mangia di merda, ma proprio di merda. Cose come “polpette merdose con sughino merdoso e marmellata di ciliegie”, ma come in tutte le città del mondo te ne puoi sbattere perché c’è il ristopizza “Bella Napoli” che non costa un cazzo e ti trattano bene. Il “Bella Napoli” di Tallinn si chiama “Pulcinella Pitsa e Restoran” e si mangia dadddio. Anche lì c’è sempre tanta fila. Ma tanta. Eppure state tranquilli che si entra.

Avete visto dei palloni da calcio fino a questo momento? No. Eppure siamo ancora tutti felici e contenti.

3) La caratteristica di Tallinn è che qualunque cosa costa molto poco. Sarà per questo che c’è sempre tanta tanta fila. C’è un posto che si chiama Pikajala Kohvik dove fanno dei panini buonissimi con dentro chili di salmone a 3 o 4 euro. Si trova nella parte vecchia della città (zona cattedrale ortodossa). Ve lo consigliamo.
Nb. Anche se prenotate troverete della fila.

4) Se – come noi – avete il sacro spirito dei turisti assetati di cultura, amerete l’aspetto vagamente gotico della città, le sue chiese dal sapore medievale, le torri con vista sul Baltico da scalare con buona volontà. Noi le abbiamo scalate, in particolare la torre del campanile di Sant’Olav.
Nb. Curiosamente nei musei e nelle chiese c’è meno fila. E certamente zero possibilità di rompersi un ginocchio, sia chiaro.

5) Se dopo due giorni a Tallinn vi siete rotti i maroni (può capitare), nulla vi vieta di prendere uno dei traghettoni con destinazione Helsinki. Partono alla mattina, attraccano in Finlandia dopo 2/3 ore. Stai là tutto il giorno, mangi le aringhe, rientri. Siccome ci pareva una puttanata, noialtri abbiamo preferito restare a Tallinn. In ogni caso chi ha traghettato assicura che anche in Finlandia hanno questo problema con la fila. E da quando ha smesso Litmanen, nessuno gioca a calcio.

Siamo da tre giorni a Tallinn e nessuno si è ancora rotto neppure un’unghia, badate bene.

6) La cosa bella di Tallinn è che c’è una pulizia svizzera, ma senza gli svizzeri. È tutto ordinato e funzionale. C’è il wi-fi ovunque,  gratis. Così se per caso ti imbatti in una o più file avrai sempre a disposizione la tua bella connessione, ché in certi casi diventa indispensabile.

7) A Tallinn è pieno di saune, terme, saunette, saume, termne, tutto. Sei sempre bel sereno, tutti sorridono, la temperatura da marzo in avanti è frizzante ma non del genere che ti rompi i coglioni e, soprattutto, a nessuno viene voglia di giocare a calcio perché il calcio e le sue polemiche sono il pretesto per molti frustrati per dire “io esisto e polemizzo”. Tutta gente che di rado ha avuto a che fare con la fila.

8) A Tallin c’hanno anche una birra buonissima, la Viru, che vendono in bottiglie stranissime a forma di piramide e costa un infinitesimo di euro al litro. Puoi berne una cisterna senza sentirti in imbarazzo. In centro girano tutti vestiti da Ginevra e Lancillotto, quindi nessuno bada agli italiani che barcollano nei vicoli biascicando quelle che nella loro testa sono frasi ad effetto per far colpo sulle file. 

W Tallinn, W Helsinki, soprattutto W la fila.

Bisogna essere proprio stronzi per costringere qualcuno a giocare a calcio a Tallinn.

E forza forza forza Pjaca.

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