Un mercoledì da Vangioni

09.02.2017 17:04 di Fabrizio Biasin Twitter: @FBiasin  articolo letto 22894 volte
Un mercoledì da Vangioni

 

Chiedo scusa, per quel che vale.

Scusa, perché ti avevo dato dell’incapace e neanche ti avevo mai visto giocare.

Scusa, perché per me eri quello “preso solo per una questione di favori” e magari è anche così, ma non è mica colpa tua.

Scusa, perché in un mare pieno di stronzoni che non stringono mani, si lamentano, frignano, pretendono, tu non hai mai detto “oh, porca troia, ci sono anche io”. Non lo hai fatto neanche quando, piuttosto che farti giocare, il tuo allenatore ha stravolto il modulo.

Scusa, perché è da infami dire “è una sega, uno senzapalle, l’inutile riserva delle riserve” sulla fiducia, solo perché è utile per far tornare qualche sciocco ragionamento giornalistico.

Scusa, perché è raro vedere uno che esce dalla naftalina dopo sei mesi “per mancanza di alternative” e si sbatte come un leone, al punto di emozionare anche chi non tifa per i tuoi colori.

Scusa, perché probabilmente sei davvero un giocatore “medio” e certamente non vincerai il Pallone d’Oro, ma l’altra sera, nella città dei tortellini, hai fatto quello che riesce a pochissimi: hai risposto con i fatti e sette litri di sudore.

E infine scusa ancora, perché lo stesso errore a suo tempo lo feci con tale Jonathan Cicero Moreira. E ancora me ne pento.

Accetta le mie scuse Rangel Leonel Jesús Vangioni, le mie e quelle di coloro che mai sapranno cosa significhi vincere una partita in 9 contro 11.

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