Noi ci dissociamo: "Complicanze juventine nella vita da stadio"

 di Il senso del gol Twitter: @ilsensodelgol  articolo letto 19756 volte
Noi ci dissociamo: "Complicanze juventine nella vita da stadio"

di DAVIDE 

Ciao Biasin, mi chiamo Davide e ho 31 anni, sono abbonato juventino e ti chiedo gentilmente di omettere il mio cognome perché mi sento molto "pentito mafioso" e temo per la mia incolumità. Temo per quello che sto per confidarti. Un mercoledì di follia all'italiana: il turno infrasettimanale.


Parto alle 20:03 da casa cristonando contro il titolare di mio fratello:

 - Granata bifido, lo fa uscire all'ultimo perchè gli rode.

Ore 20:20 macchina parcheggiata e rossa doppio malto gelida stappata, ci vorrebbero 5 minuti per essere dentro ma si sa, siamo in Italia. Durante il solito tragitto nella solita viuzza senso unico, mentre un'orda di vigili è giá all'opera per una mitragliata di multe, ci imbattiamo nel solito personaggio dalle fattezze poco sobrie che con "R, S, Z, M, P, H" molto sbiascicanti ci chiede educatamente:

- Oh raga, possiamo scroccarvi un caffè per gli ultrà?

- Ho solo l'abbonamento.

- Oh minchia, non c'hai un euro?

- No, ma se hai da darmi il resto spacco volentieri un 50.

- Oh minchia ma mi stai prendendo per il culo? Cioè minchia, ma sai chi sono io? Sono un ultras.

- No tranquillo, sono dalla vostra io, libertá per gli ultrà.

- Oh minchia non mi piace un cazzo come mi guardi. Oh guarda che io ti faccio male, faccio una chiamata e sono qui in 20 a spaccarti il culo.

- Ah allora sei forte. Ti avevo sottovalutato.

Mio fratello si scusa e mi porta via. Mi cristona contro. Ha ragione. 

Arriviamo all'entrata, fuori l'abbonamento: tessera nera molto semplice, chiara e ordinata con in alto a destra pure la foto.
Cinque porte con due steward a destra, due a sinistra e uno nelle retrovie di ognuna. E in lontananza pure qualche carabiniere. A volte scambio quel tornello per Heathrow.

Mostro la tessera, mi sento dire da uno molto impostato:

- Documento.

Avvicino la tessera alla mia guancia destra e mostrando lo stesso sorriso della foto chiedo:

- Hai forse qualche dubbio che non possa essere io?

- Documento.

- Asghengheresigaboniek?

- Documento.

Caccio fuori la patente tra le risate dei vicini e mestamente passo il primo tornello mentre mio fratello se la ride con la solita steward. Marpione.
Pochi passi, novitá di questa stagione: le quattro porte metal detector.
Neanche Paolino De Ceglie ha ricevuto più cristoni delle quattro porte metal detector.
Immaginate quattro file infinite di tifosi che sognano un ingresso allo Stadium nello stesso tempo impiegato da Bolt nell'oro olimpico e invece si ritrovano in coda stile cassa Ikea la domenica pomeriggio.
Quattro porte metal detector, per ognuna due steward davanti, uno dietro con la paletta detector (probabilmente non si fidano molto delle porte e probabilmente le hanno comprate all'Ikea) e un supervisore a lato.
Ho un deja vu: Heathrow.
Ogni cristiano deve passare sotto la porta "lentamente" e con le mani in alto.

- Cazzo è, una rapina?

Il mio vecchietto preferito strappa un applauso alle quattro code.

Bestemmie varie.

Bisogna appoggiare le borse in un cesto ai lati. Tutte.

Tempo infinito per ogni singolo passaggio.

Bestemmie varie e fischi.

La mamma davanti a me tiene in braccio suo figlio, prova ad entrare ma la porta non fa sconti: continua a suonare.

- Dillo che tuo figlio è alieno!

Ridono tutti, il solito vecchietto, stasera è carico.
Bestemmie varie e fischi.
Lo steward rinuncia sconsolato, la mamma entra nonostante le luci di Natale accese. Entra come entrano tutti.

- Cazzo le avete prese a fare se poi fate entrare a cazzo?

Il camionaro di 250 kg dispensa perle di filosofia.
Tocca a me dopo 16 minuti di attesa.

Steward n.373261617:

- Lasci il sacchetto e proceda con le mani alzate.

- Stocazzo.

- Lasci il sacchetto e proceda con le mani alzate.

- Ma vi hanno preso in stock all'Ikea assieme alle porte? Qui dentro ci sono i "PANINI DELLO STADIO", non li lascerei mai. 

Risate dalle quattro code e bestemmie varie.
Passo sotto la porta, si accendono le luci, apro il sacchetto al supervisore anticipandolo con un chiaro:

- Guardare ma non toccare.

Mi guarda sconsolato.

Sono dentro lo Stadium.

Solito rito della fiaschetta di cognac con mio fratello e ci sediamo.

I seguenti 105 minuti sono in ordine:

Coreografia per JUVE-FIORENTINA dedicata alla tragedia dell' Heysel (...????....????.....????) cori contro i viola, buoni propositi verso le mamme dei viola, suppliche per la libertà degli ultras, cori per ricordare la tragedia dell'Heysel e soprattutto quanto sono poco simpatici gli inglesi, panino dello stadio epico (salsicciotti sfumati col wisky, porchetta e peperoni), cori contro i viola, buoni propositi contro le mamme dei viola e suppliche per la libertà degli ultras.

Per tre volte ricordo per dieci secondi che sono li per una partita di calcio: quando Mandzukic si incazza come una bestia col pipita, quando Mandzukic si incazza come una bestia con Laurini e quando Mandzukic segna.

Per un attimo ripenso a quando avevo 9 anni.

Stadio Delle Alpi, curva nord e mio nonno a fianco.
Ripenso all'Alfa di nonno davanti al divieto di sosta del cancello di casa Giacomelli, ripenso al panino di nonna col salame che mangiavo in due tranche causa dimensione disumana e ripenso a nonno con la radiolina.
Non c'erano vigili a far le multe, non c'erano ultras a scroccare il caffè e non c'erano 238448382 steward nelle vicinanze di 181747839 tornelli.
C'era un'inno da brividi, c'erano cori e sfottò, c'era Baggio.

C'era il gioco del calcio. 

Davide Asghengheresigaboniek
 

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