Connolly: fenomenologia dell'idolo istantaneo

18.01.2017 10:01 di Efisio Collu  articolo letto 1272 volte
immagine tratta da internet
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Callum Connolly è un pischello di 19 anni che nella vita fa il difensore centrale. E nemmeno tanto bene, a quanto pare. Con l'Everton che ne detiene il cartellino ha fatto una presenza (da subentrato) prima di essere girato quest'anno in prestito al Barnsley, che fa la Championship e che si spera dovrebbe dargli qualche spazio. E invece niente: una presenza in tutto il girone d'andata ed altro prestito, stavolta al Wigan. Che sempre la Championship fa, ed in più è infognato nella lotta per non retrocedere (se ci si vuole rendere conto di quanto stiano messi male, basti ricordare che stanno seriamente pensando di rinforzarsi prendendo Ravel Morrison dalla Lazio). E uno si dice dai, qui almeno lo apprezzeranno come merita.
Ecco, al Wigan sono talmente entusiasti di averlo preso che si scordano persino di darne notizia: il trasferimento si perfeziona giovedì, e la prima volta che i tifosi vengono a conoscenza del nuovo acquisto è sabato pomeriggio alla lettura delle formazioni prima dello scontro-salvezza in casa del Burton: Haugaard, OLE'; Warnock, OLE'; Burn, OLE'; Buxton, OLE'; Connolly, silenzio. I tifosi si guardano e si chiedono, e questo chicazzè? Nel mentre che l'annunciatore finisce di snocciolare i restanti sette titolari, lo smarrimento della tifoseria si fa strada fino alla tribuna autorità. Dove la dirigenza del Wigan si rende conto della dimenticanza ed opera fulmineo rimedio, dando istruzioni allo speaker medesimo di rimediare. Così, per la prima volta nella storia, si verifica il caso dell'annunciatore dello stadio che, prima di leggere l'elenco dei panchinari, informa gli astanti che il Wigan ha preso in prestito questo Connolly fino alla fine della stagione e che il giocatore ha scelto la maglia numero 22.
Raccontare come prosegue, a questo punto, è quasi superfluo. Primo tempo, cross da sinistra, Connolly di testa, gol. 0-1. Secondo tempo, calcio d'angolo da destra, Connolly di testa, gol. 0-2. Finisce così, con tre punti pesantissimi per la salvezza presi in trasferta e con la curva del Wigan che, a fine partita, si vede costretta ad inventarsi lì per lì un coro per il nuovo eroe e a cantarlo finché tonsilla non vi separi. Nella speranza che, quando a fine stagione chi di dovere deciderà di riscattarlo, si ricordi almeno di mandar fuori uno straccio di comunicato
 

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