Como in coma

28.01.2017 16:06 di Fabrizio Biasin Twitter: @FBiasin  articolo letto 8951 volte
immagine tratta da internet
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Saremo brevi, ché tanto è tempo perso.

Di questo pezzo non frega nulla a nessuno, neanche allo scrivente. E infatti lo butterò giù così, come viene, senza rileggere. Questo pezzo non frega niente a nessuno perché parla del Como, una squadra inutile e chissenefrega del "passato glorioso", "dell'onore", del "basterebbe poco per tenerla a galla".

Il Como sta fallendo, anzi è fallito.

Pace all'anima sua. La cosa sconvolge le masse? No. L'Italia si interroga sulle sorti del club lariano? Neanche per idea.

Sapete che c'è? Fanno benissimo. Il Como non interessa ai comaschi, figuriamoci se deve interessare agli altri.

Cazzi tuoi Como, vai pure all'inferno. Vai all'inferno per colpa del menefreghismo totale di gente che grazie al "glorioso club" ha fatto i comodi suoi e poi se n'è fottuta allegramente: faccendieri, finti innamorati, facce da culo.

Il fallimento? E che problema c'è, "son cose che capitano", dicono.

Fa tutto talmente schifo che sarebbe il caso di chiuderla qui: tanto quattro righe non cambiano il mondo, figuriamoci quattro righe dedicate a una squadra dimenticata da tutti, persino da Iddio.

Avete presente le tipiche domande esistenziali: da dove veniamo? Cosa c'è dopo la morte?  Dio esiste?

Noi non abbiamo risposte, ma sappiamo che se davvero "Dio esiste", di sicuro non tifa per il Como. Neanche San Pietro tra l'altro. Forse tifa per il Como uno di quei Santi che ai matrimoni rispondi "Prega per noi". Uno di quelli in fondo all'elencone tipo "San Pantrozio". Ecco, lui magari tifa Como. Lui e Sant'Abbondio, patrono di cotanta città abbandonata. Magari vorrebbero fare qualcosa, ma contano nulla. Loro e quei pochi rimasti che al Como tengono davvero.

Già, non ci crederete, ma esistono anche quelli, e sono di una specie rara, persino "malata". Li chiamano "tifosi veri". Si tratta di gente che frequenta il glorioso Sinigaglia sempre: non solo se la squadra va in B per qualche colpo di culo, ma che addirittura sa come sono fatti gli stadi del Tuttocuoio e se gli di dici "giochiamo con la Giana" sa che deve andare a Gorgonzola.

Ecco, il Como interessa solo a 4 stronzi. Scusate la volgarità, ma di questo si tratta: ragazzi e tifosi che combattono come Don Chisciotte ben sapendo che i loro sforzi servono praticamente a un cazzo. E sapete perché? Perché chi può, chi dovrebbe, se ne fotte. 

L'altro giorno hanno convocato l'ennesima asta fallimentare. Sapete quanto chiedono per rilevare tutta la baracca? Quattrocentomila euro. Roba che Zhang, quello dell'Inter, li usa per accendere le sigarette. Sapete in quanti si sono presentati? Risposta esatta: un cazzo di nessuno.

Qualcuno di quelli che contano (il sindaco, le autorità, Clooney) si è per caso spaventato? Ma quando mai, al limite a tremare sono stati i soliti 4 stronzi. Loro e  Tonci Kukoc.

Bene, sapete chi è Tonci Kukoc? Un giocatore di calcio che vorrei al mio fianco se dovessi andare in guerra. Lui, a Como, ci ha giocato in una stagione di merda - la scorsa, finita con la retrocessione in LegaPro - e per soli 5 mesi. Lui, nonostante tutto, ha preso la tastiera e ha scritto questa cosa sgrammaticata qua (link). Questa cosa, signori, riassume alla perfezione il livello di frustrazione che da troppi anni i soliti innamorati del Como devono subire, massacrati dalla cattiva gestione, l'arroganza, l'opportunismo di gente che usa il "faremo il possibile" come si usa il coltello per spalmare il pane e burro, ma poi, a conti fatti, combina un cazzo.

Como è un fallimento e queste quattro righe non servono a niente. Niente.

Non servirà scrivere "Passera, prendi il Como!" (il banchiere pareva interessato, ma  vai a capire se c'è un fondo di verità), non servirà ricordare che Como "è bella!" e "è ricca" e "basterebbe un imprenditore volonteroso!", non servirà lanciare il solito hashtag (#SavecalcioComo), non servirà mettere in piedi un po' di casino, perché nel casino, chi bazzica il Como, ci sguazza da anni e lo gestisce a piacimento. È una gara a fottersene che avviene da anni nella Provincia "bella e ricca, quella con il lago, quella con Clooney". Quella dei fallimenti, aggiungiamo noi.

Angiuoni, Di Bari, Rivetti, Porro: i quattro presidenti del Como degli ultimi dieci anni. Quattro italiani. E poi dicono "occhio ai cinesi, i cinesi sono il male". Certo.

 

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